Klagenfurt, 29.04.2026

Eine Frage des Respekts, senza confini.

Wer im But- oder im Lesachtal/Gailtal/Drautal aufwächst, ist auf verlässliche Verkehrsverbindungen angewiesen, um Bildung, Arbeit und soziale Kontakte auch über die Region hinaus wahrnehmen zu können. Werden diese Verbindungen aus politischen oder ideologischen Gründen blockiert, entsteht ein struktureller Nachteil gegenüber urbanen Zentren – ein Nachteil, der sich über Generationen fortschreibt.

Wenn ein Kärntner Landesrat für Straßenbau im April 2024 eine grenzüberschreitende Expertengruppe mit Friaul-Julisch Venetien einrichtet, dann ist das kein bloßer Formalakt. Es ist eine Initiative mit technischer, volkswirtschaftlicher und gesellschaftlicher Tragweite (für ganz Kärnten).

Dass dabei nicht nur technische Fragen, sondern auch die gemeinsame Finanzierung der besten Lösung im Mittelpunkt stehen, versteht sich von selbst. Darüber hinaus geht es um etwas Grundsätzlicheres: um Respekt gegenüber den Menschen dies- und jenseits des Plöckenpasses. Dieser Respekt verlangt, dass die politisch Verantwortlichen abgestimmt handeln und alle Kräfte bündeln, um eine ganzjährig sichere Lebensader für kommende Generationen zu schaffen.

Auf friulanischer Seite wird diese Verantwortung längst wahrgenommen. Landesrätin Cristina Amirante, Vizepräsident Stefano Mazzolini und die Regierung in Triest haben gemeinsam mit Sozialpartnern und 28 Bürgermeistern eine Einigung für den Bau des Scheiteltunnels erzielt – ein klares Bekenntnis zur Zukunft der Region.

Auf Kärntner Seite hingegen wird das Problem weder angesprochen noch diskutiert. Der Plöckenpass wird aufgrund seiner großen Entfernung von Klagenfurt schlichtweg verschwiegen.

Die Herausforderung in Kärnten besteht nicht in einem simplen „Für oder Gegen den Tunnel“ oder in der Behauptung, es handle sich um ein „italienisches Problem“. Auch nicht in der Frage, ob im Land Kärnten Geld dafür vorhanden ist. Es geht um den Ausgleich zwischen ökologischer Verantwortung und regionaler Entwicklung. Wird dieser Ausgleich verweigert, droht der Konflikt um den Plöckenpass zum Symbol für ein größeres Versagen zu werden: für die Frage, wie viel Zukunft eine Region noch hat, wenn ihre Gegenwart von Einzelinteressen blockiert wird.


Und am Ende bleiben unbequeme Fragen:
Welche Antwort will der Landesrat von Kärnten seinen friulanischen Partnern, die ihre Hausaufgaben gemacht haben, geben? Wie verstehen Sie, wie versteht Kärnten die Zusammenarbeit innerhalb der Euregio EVTZ?

Welche Antwort gibt man den heimischen Familienbetrieben, die auf die Handlungsfähigkeit der Politik vertrauen und ohnehin schon seit 870 Tagen geduldig warten? Was war Ihre Leistung?

Haben sich die zuständigen Politiker wirklich ernsthaft darum gekümmert, gemeinsam mit Wien, Triest, Rom und Brüssel auch die Hürde der Finanzierung zu überwinden? Eine Romreise und ein paar Friaulausflüge?


Der Plöckenpass ist auf österreichischer Seite zum Symbol für die Frage des Respekts gegenüber dem Gailtal, Lesachtal und Drautal sowie gegenüber unseren Nachbarn im Süden geworden.








Kötschach-Mauthen, 29.04.2026

Una domanda di rispetto, senza confini.



Chi cresce nella valle del But o nella valle del Gail dipende da collegamenti di trasporto affidabili per poter accedere all’istruzione, al lavoro e alle relazioni sociali anche oltre la propria regione. Se questi collegamenti vengono ostacolati per ragioni politiche o ideologiche, si crea uno svantaggio strutturale rispetto ai centri urbani — uno svantaggio che si perpetua di generazione in generazione.

Quando, nell’aprile 2024, un assessore regionale della Carinzia istituisce un gruppo di esperti transfrontaliero con il Friuli Venezia Giulia, non si tratta di un mero atto formale. È un’iniziativa con una portata tecnica, economica e sociale significativa (per l’intera Carinzia).

È evidente che al centro non vi sono solo questioni tecniche, ma anche il finanziamento congiunto della soluzione migliore. Tuttavia, la posta in gioco è ancora più fondamentale: il rispetto verso le persone da entrambe le parti del passo del Passo Monte Croce Carnico. Questo rispetto richiede che i responsabili politici agiscano in modo coordinato e uniscano tutte le forze per creare un collegamento vitale sicuro durante tutto l’anno per le generazioni future.

Sul lato friulano, questa responsabilità è già stata assunta. L’assessora regionale Cristina Amirante, Vice-presidente Stefano Mazzolini e il governo di Trieste hanno raggiunto, insieme alle parti sociali e a 28 sindaci, un accordo per la costruzione del tunnel di valico — un chiaro impegno per il futuro della regione.

Sul lato carinziano, invece, il problema non viene né affrontato né discusso. Il passo del Passo Monte Croce Carnico, a causa della sua grande distanza da Klagenfurt, viene semplicemente ignorato.

La sfida in Carinzia non consiste in un semplice “pro o contro il tunnel”, né nell’affermazione che si tratti di un “problema italiano”. E nemmeno nella questione se la Carinzia disponga o meno dei fondi necessari. Si tratta piuttosto di trovare un equilibrio tra responsabilità ecologica e sviluppo regionale. Se questo equilibrio viene negato, il conflitto sul passo del Passo Monte Croce Carnico rischia di diventare il simbolo di un fallimento più ampio: la domanda su quanta prospettiva abbia ancora una regione quando il suo presente è bloccato da interessi particolari.

E alla fine restano domande scomode:
Quale risposta vuole dare l’assessore della Carinzia ai suoi partner friulani, che hanno già fatto i loro compiti? Come intende, come intende la Carinzia la collaborazione all'interno dell'Euregio GECT?

Quale risposta si dà alle imprese familiari locali, che confidano nella capacità di azione della politica e che attendono pazientemente da ormai 870 giorni? Qual è stata la sua prestazione?

I politici competenti si sono davvero impegnati seriamente per superare, insieme a Vienna, Trieste, Roma e Bruxelles, anche l’ostacolo del finanziamento? Un viaggio a Roma e qualche gita in Friuli?

Sul versante austriaco, il passo del Passo Monte Croce Carnico è diventato il simbolo della questione del rispetto nei confronti delle valli del Gail, del Lesach e della Drava, così come dei nostri vicini a sud.





Ingo Ortner
Mauthen, am Fuß des Plöckenpass
860 Tage "Immer-wieder-Sperre" nach dem Felssturz vom 2.12.2023
ingo.ortner@thelounge.net